Principi di lotta

Principi di lotta

Primo: la Palestina, con i suoi confini storici, è un’unica unità territoriale. Non viene fatta alcuna distinzione tra la parte della Palestina che cadde sotto l’occupazione sionista nel 1948 o nel 1967. La Palestina è parte integrante della grande patria araba, ed è la casa naturale del popolo palestinese.

Secondo: La catastrofe vissuta dal popolo palestinese dal 1947, tra sradicamento, sfollamento, pulizia etnica, negazione del diritto al ritorno, colonizzazione e smantellamento delle strutture sociali, economiche e politiche della società palestinese, rappresenta una continua e incorsa ingiustizia storica praticata dal movimento sionista e dalla sua entità statale, sostenuta dall’imperialismo globale e dalle forze locali reazionarie.

Terzo: non ci può essere fine all’ingiustizia storica e continua inflitta al popolo palestinese se non attraverso la piena attuazione del diritto di ritorno del popolo palestinese alle sue case originali, non un ritorno parziale o incompleto, e ottenere un risarcimento in aggiunta al loro ritorno, per tutti i crimini che sono stati commessi contro di loro.

Quarto: Il popolo palestinese, nella sua lotta per la liberazione della sua patria, il suo ritorno in quella terra e la sua autodeterminazione su di essa, fu organizzato nel quadro dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Il popolo palestinese ha definito i propri obiettivi e mezzi di lotta nella Carta Nazionale palestinese approvata nella quarta sessione del Consiglio Nazionale palestinese (Cairo, 17 luglio 1968). Qualsiasi emendamento alla presente carta che riguarda la completa liberazione e il pieno ritorno in Palestina è considerato nullo, vuoto e respinto.

Quinto: Tutti gli accordi, le intese e gli accordi conclusi dopo la Conferenza di Madrid del 1991 sono considerati nulli, vuoti e respinti. Nessun progetto o entità palestinese ha alcuna legittimità a meno che non aderisca ai seguenti principi: a) la terra di Palestina è un’unica unità. B) il pieno diritto al ritorno dei rifugiati e degli sfollati nelle loro case originali, al ripristino delle loro proprietà e al risarcimento dei loro danni e perdite; c) il diritto del popolo palestinese, in pieno, ovunque si trovi, di determinare il proprio destino sulla terra di Palestina.

Sesto: Il rapporto tra le varie componenti del popolo palestinese, all’interno della Palestina e nello shatat (diaspora), è un rapporto integrato e unitario. Nessuna area di lotta è “unica” se non per i contributi che può dare e i ruoli che può svolgere per promuovere l’integrazione creativa della lotta collettiva, che porta al raggiungimento della liberazione totale della Palestina.

Settimo: Il popolo palestinese, che sta lottando contro un progetto coloniale sionista sostenuto da tutte le forze imperialiste e reazionarie, trae lezioni e eredita i risultati e i lasciti dei movimenti di liberazione nazionale globali e sono compagni di tutti questi movimenti.

Ottavo: Ogni tentativo di bloccare o sopprimere il progresso della lotta del popolo palestinese, in qualsiasi forma, costituisce complicità e sostegno ai crimini del colonialismo sionista che vengono commessi quotidianamente contro il popolo palestinese.

Nono: Il popolo palestinese, riconoscendo il suo ruolo di avanguardia del movimento di liberazione arabo nella lotta contro l’imperialismo e il sionismo, invita tutte le forze democratiche e progressiste e i movimenti popolari del mondo a fornire ogni forma di sostegno alla lotta per raggiungere i loro pieni diritti e la liberazione nazionale.

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